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Crisi epilettiche cane.Cos’è, Cause, Sintomi e Cura

Indice

Le crisi epilettiche del cane

Quando si affrontano le convulsioni nei cani, la frequenza e la durata degli episodi possono variare notevolmente. È essenziale tenere un diario dettagliato delle crisi, annotando quando si verificano e quanto durano, per aiutare il veterinario a scegliere il trattamento più adeguato. Subito dopo un attacco, alcuni cani possono tornare rapidamente alla normalità, mentre altri potrebbero mostrare difficoltà nel camminare, cecità temporanea, sedazione, ansia o altri cambiamenti comportamentali. Questi sintomi post-critici possono influenzare significativamente l’approccio terapeutico.

Le crisi possono essere innescate da specifici stimoli, come malattie, tossine o squilibri metabolici, e tali episodi, noti come convulsioni reattive, richiedono una gestione diversa dai farmaci antiepilettici standard. Alcuni cani presentano anche convulsioni riflesse, scatenate da stimoli come rumori forti o luci lampeggianti.

L’epilessia canina si classifica in tre categorie principali a seconda della causa:

  1. Epilessia Idiopatica: Senza una causa strutturale riconoscibile, spesso con un’origine genetica presunta, si manifesta tipicamente in cani tra 1 e 5 anni.
  2. Epilessia Strutturale: Dovuta a danni o malformazioni cerebrali, come quelle da malattie infiammatorie, tumori o traumi.
  3. Epilessia da Cause Sconosciute: Quando le cause strutturali non sono identificate nonostante l’analisi diagnostica.

Il trattamento dell’epilessia nei cani inizia solitamente quando un cane ha avuto più crisi generalizzate in 24 ore o almeno due episodi in sei mesi. La scelta del farmaco giusto è cruciale per bilanciare efficacia e tollerabilità. I farmaci antiepilettici (AED) più comuni includono fenobarbital e bromuro di potassio, mentre farmaci di seconda generazione come levetiracetam e zonisamide sono spesso preferiti per i loro minori effetti collaterali.

Qual’e lo stato epilettico del cane?

Lo stato epilettico nel cane è una condizione medica seria e potenzialmente letale caratterizzata da convulsioni continue o da serie di convulsioni tra le quali il cane non recupera la coscienza.

È definito come una crisi epilettica che dura più di 5 minuti, o quando si verificano due o più crisi senza che il cane ritorni a uno stato di comportamento normale tra un attacco e l’altro. Questa condizione rappresenta un’emergenza veterinaria che richiede un intervento immediato per prevenire danni cerebrali permanenti e altre complicazioni gravi.

Caratteristiche dello Stato Epilettico

  • Durata prolungata: Come accennato, una singola crisi che dura più di 5 minuti può essere classificata come stato epilettico.
  • Frequenza elevata: Serie di convulsioni senza periodi di normale coscienza intercorrenti.
  • Gravità: Le convulsioni sono spesso gravi e possono portare a ipertermia, esaurimento, lesioni fisiche e stress.

Cause

Lo stato epilettico può essere scatenato da vari fattori, inclusi:

  • Epilessia non controllata: In alcuni casi, l’aumento della frequenza o dell’intensità delle crisi può evolvere in stato epilettico.
  • Tossine: Ingestione di sostanze tossiche come cioccolato, xilitolo, antizanzare, ecc.
  • Anomalie metaboliche: Come ipoglicemia, disfunzione epatica o renale.
  • Malattie infettive e infiammatorie del cervello: Meningiti, encefaliti, ecc.
  • Traumi cranici: Lesioni alla testa possono scatenare convulsioni ripetute che possono evolvere in stato epilettico.

Trattamento

Il trattamento dello stato epilettico mira a fermare le convulsioni il più rapidamente possibile e a stabilizzare le funzioni vitali del cane. Le strategie includono:

  • Medicazione d’emergenza: Farmaci antiepilettici come diazepam (Valium), lorazepam o fenobarbital somministrati per via intravenosa.
  • Raffreddamento: Se il cane ha sviluppato ipertermia, è importante raffreddare il corpo in modo controllato.
  • Supporto delle funzioni vitali: Monitoraggio e supporto delle funzioni respiratorie e cardiovascolari.
  • Identificazione e trattamento della causa sottostante: Una volta fermate le convulsioni, è fondamentale cercare e trattare la causa scatenante dello stato epilettico.

Cosa sono le crisi convulsive del cane?

Le crisi convulsive nel cane sono manifestazioni di un’attività elettrica anormale nel cervello, che possono variare in intensità e durata. Queste crisi sono simili agli attacchi epilettici negli esseri umani e possono presentarsi in diverse forme:

  1. Crisi Generalizzate (o Grand Mal): Queste sono le più note e facilmente riconoscibili. Durante una crisi generalizzata, il cane perde la coscienza e cade lateralmente. Il corpo diventa rigido e si verificano movimenti spasmodici delle zampe e talvolta anche della mascella. Questi episodi possono includere anche la perdita di controllo della vescica e dell’intestino.
  2. Crisi Focali: Queste crisi originano da una parte specifica del cervello e possono influenzare comportamenti o movimenti in una parte specifica del corpo. Il cane potrebbe manifestare movimenti anomali come masticazione dell’aria, sbavamento eccessivo, o movimenti circolari. In alcuni casi, il cane è cosciente e vigile durante l’episodio.
  3. Crisi Focali che si Generalizzano: Iniziano come crisi focali e poi si diffondono a tutto il cervello, diventando crisi generalizzate.
  4. Crisi Psicomotorie: In questi episodi, il cane può mostrare comportamenti strani, come inseguire la coda, aggredire un oggetto immaginario, o comportamenti compulsivi senza una causa apparente. Questi possono spesso essere scambiati per problemi comportamentali piuttosto che per crisi.
  5. Crisi di Assenza (o Petit Mal): Sono meno comuni nei cani e si manifestano con brevi momenti di “assenza” o stare fisso nel vuoto, durante i quali il cane sembra disconnesso dall’ambiente circostante.

Che cos’è la crisi tonico-clonica del cane?

La crisi tonico-clonica, conosciuta anche come convulsione generalizzata, è un tipo di crisi epilettica comune nei cani e si caratterizza per due fasi distinte: la fase tonica e la fase clonica.

Fase Tonica

Durante la fase tonica, il cane perde la coscienza e il suo corpo diventa rigido. Questa rigidità è dovuta alla contrazione continua dei muscoli. La fase tonica dura solitamente da pochi secondi a un minuto. Durante questa fase, il cane può anche perdere il controllo della vescica e dell’intestino.

Fase Clonica

Successivamente, il cane entra nella fase clonica, durante la quale inizia a mostrare movimenti spasmodici e ritmici. Questi possono includere movimenti di pedalamento delle zampe, masticazione dell’aria o tremori muscolari. Anche la fase clonica dura generalmente da pochi secondi a un minuto.

Che cos’è la fase post ictale del cane?

La fase post-ictale in un cane è il periodo che segue immediatamente una crisi epilettica. Durante questa fase, il cane può manifestare una serie di sintomi comportamentali e fisiologici che riflettono gli effetti temporanei della crisi sul cervello. Questo periodo può variare in durata da pochi minuti a diverse ore o anche giorni, a seconda della gravità e della durata dell’episodio convulsivo.

Sintomi Comuni della Fase Post-Ictale

I sintomi osservati durante la fase post-ictale possono variare notevolmente tra i cani e possono includere:

  • Disorientamento: Il cane può sembrare confuso, non riconoscere i familiari o avere difficoltà a orientarsi nel proprio ambiente.
  • Letargia: Un’elevata stanchezza è comune, con il cane che potrebbe dormire molto più del solito.
  • Cecità Temporanea: Alcuni cani possono sperimentare una perdita temporanea della vista.
  • Atassia: Difficoltà nel coordinare i movimenti, risultando in camminate incerte o instabili.
  • Comportamenti Compulsivi: Alcuni cani possono mostrare comportamenti insoliti come camminare in cerchio o leccarsi eccessivamente.
  • Alterazioni dell’Appetito: Il cane può mostrare un aumento o una diminuzione dell’appetito. Alcuni possono bere molta più acqua del solito.
  • Ansia o Agitazione: Il cane può apparire più ansioso, agitato o reattivo.
  • Iperattività: In alcuni casi, i cani possono diventare insolitamente attivi o agitati.

Cause della Fase Post-Ictale

La fase post-ictale è causata dall’impatto temporaneo della crisi sull’equilibrio chimico e funzionale del cervello. Durante una crisi, si verifica un’intensa attività elettrica anormale che può alterare temporaneamente le funzioni cerebrali normali, portando ai sintomi osservati.

Gestione della Fase Post-Ictale

Non esiste un trattamento specifico per la fase post-ictale se non il tempo e la pazienza. È importante fornire un ambiente calmo e confortevole per il cane durante questo periodo, riducendo al minimo lo stress e garantendo la sicurezza per prevenire lesioni. I proprietari dovrebbero osservare attentamente il loro cane per eventuali cambiamenti o peggioramenti dei sintomi e consultare il veterinario se la fase post-ictale sembra insolitamente lunga o severa.

Inoltre, una gestione efficace delle crisi epilettiche, inclusa la somministrazione regolare di farmaci antiepilettici come prescritto, può aiutare a ridurre la frequenza e la gravità sia delle crisi che delle fasi post-ictali.

La risonanza magnetica può essere utile per l’ epilessia nel cane?

la risonanza magnetica (MRI) è uno strumento molto utile nella diagnosi delle cause sottostanti dell’epilessia nei cani. Quando un cane presenta crisi convulsive, contrazioni muscolari, è importante determinare se queste sono dovute a una condizione idiopatica (senza una causa strutturale evidente) o se sono sintomo di problemi neurologici più gravi, come malformazioni congenite, tumori cerebrali, infiammazioni o lesioni.

La risonanza magnetica offre una visualizzazione dettagliata del cervello e del midollo spinale, permettendo ai veterinari di identificare eventuali anomalie strutturali che potrebbero causare le convulsioni. Ecco alcuni modi in cui la risonanza magnetica può essere impiegata nelle epilessie canine:

  1. Identificazione di Lesioni Cerebrali: La MRI può rivelare la presenza di tumori, cisti, lesioni traumatiche o aree di infiammazione che possono essere responsabili delle crisi convulsive.
  2. Rilevamento di Malformazioni Congenite: Anomalie congenite come la malformazione di Chiari o l’idrocefalo possono essere facilmente rilevate con la MRI.
  3. Diagnosi di Processi Infiammatori o Infettivi: Condizioni come la meningite o l’encefalite possono essere identificate attraverso modifiche nel pattern di segnale del cervello alla MRI.
  4. Valutazione di Anomalie Vascolari: Anomalie come ictus o anomalie del flusso sanguigno possono essere osservate attraverso la MRI.

La risonanza magnetica è particolarmente utile nei casi in cui le crisi convulsive non rispondono ai trattamenti standard, o quando si sospetta una causa strutturale a seguito di un esame neurologico anormale. Questo strumento di imaging avanzato aiuta i veterinari a formulare un piano di trattamento più mirato e appropriato, basato sulle specifiche condizioni neurologiche del cane.

Come di diagnostica l’epilessia nel cane?

La diagnosi dell’epilessia nei cani implica un processo dettagliato e sistematico per escludere altre cause di convulsioni e per identificare il tipo specifico di epilessia. Qui ci sono i passi principali coinvolti nella diagnosi:

1. Raccolta della Storia Clinica

Il veterinario inizierà raccogliendo un’anamnesi dettagliata dal proprietario, che include la frequenza delle crisi, la loro durata, eventuali stimoli scatenanti noti, e comportamenti post-critici. Informazioni su eventuali problemi di salute preesistenti, la dieta, l’esposizione a tossine, e la storia riproduttiva possono fornire indizi utili.

2. Esame Neurologico

Il cane sarà sottoposto a un esame neurologico completo per valutare le funzioni cerebrali e rilevare possibili anomalie. Questo può aiutare a determinare se le crisi hanno origine nel cervello e se sono focali o generalizzate.

3. Esami del Sangue

I test di laboratorio, compresi gli esami del sangue completo, i profili biochimici e gli esami dell’urina, sono essenziali per escludere cause non neurologiche delle crisi, come problemi epatici, renali, o squilibri elettrolitici.

4. Imaging Avanzato

La risonanza magnetica (MRI) è lo strumento di imaging di scelta per esaminare dettagliatamente il cervello. Può rivelare anomalie strutturali come tumori, infiammazioni o danni al cervello. In alcuni casi, può essere utilizzata anche la tomografia computerizzata (CT).

5. Analisi del Liquido Cefalorachidiano (CSF)

Prelevando e analizzando un campione di liquido cefalorachidiano, i veterinari possono rilevare infiammazioni, infezioni o altre anomalie neurologiche che potrebbero causare convulsioni.

6. Monitoraggio Elettroencefalografico (EEG)

Sebbene meno comune nella pratica veterinaria, l’EEG può essere utilizzato per registrare l’attività elettrica del cervello e identificare modelli anormali tipici dell’epilessia.

7. Risposta al Trattamento

In alcuni casi, la risposta a specifici farmaci antiepilettici può essere usata come parte della diagnosi, specialmente quando le altre indagini non sono conclusive.

Considerazioni Addizionali

La diagnosi di epilessia idiopatica è spesso una diagnosi di esclusione, fatta dopo che tutte le altre possibili cause di convulsioni sono state escluse. Questo tipo di epilessia è più comune in alcune razze e di solito si manifesta in cani giovani e di mezza età senza precedenti problemi di salute.

Quali sono le razze canine che più soffrono di epilessia?

L’epilessia idiopatica è più comune in alcune razze di cani, suggerendo una predisposizione genetica alla condizione. Le razze che tendono a essere più comunemente colpite da epilessia idiopatica includono:

  1. Beagle: Questa razza è nota per essere suscettibile a forma di epilessia, spesso iniziano quando il cane è giovane.
  2. Labrador Retriever: Una delle razze più popolari che mostra una frequenza relativamente alta di epilessia idiopatica.
  3. Golden Retriever: Altra razza popolare che può essere predisposta a questa condizione neurologica.
  4. Cane Corso: Soprattutto in alcune linee genetiche, si nota una predisposizione alle crisi epilettiche.
  5. Pastore Tedesco: Una delle razze più colpite, noti per sviluppare epilessia in giovane età.
  6. Cocker Spaniel Americano e Inglese: Entrambe le varietà di questa razza sono state studiate per la loro predisposizione all’epilessia.
  7. Dalmata: Anche questa razza è conosciuta per una certa predisposizione alle crisi epilettiche.
  8. Shetland Sheepdog: Comunemente noto come Sheltie, questa razza può soffrire di epilessia.
  9. Boxer: I Boxer sono spesso affetti da crisi convulsive, che possono essere parte di una condizione più ampia che include problemi cardiaci e tumori.
  10. Border Collie: Noti per la loro intelligenza, anche i Border Collies possono essere suscettibili all’epilessia.
  11. Tervuren Belga: Simile al Pastore Tedesco, il Tervuren Belga può mostrare una predisposizione all’epilessia.
  12. San Bernardo: Questi grandi cani sono anch’essi a rischio di epilessia idiopatica.

Queste razze possono avere una maggiore incidenza di epilessia a causa della consanguineità e della selezione per specifici tratti genetici. Tuttavia, è importante sottolineare che l’epilessia può verificarsi in qualsiasi razza di cane, e anche nei meticci.

Il ruolo del CBD nel trattamento delle crisi epilettiche

l CBD (cannabidiolo) sta guadagnando sempre più attenzione come trattamento alternativo per le crisi epilettiche nei cani. Nonostante la necessità di ulteriori ricerche per comprendere appieno i suoi effetti e la sua efficacia, alcuni studi preliminari e aneddotici suggeriscono che il CBD potrebbe offrire benefici significativi nel gestire l’epilessia nei cani senza gli effetti collaterali associati a molti farmaci antiepilettici tradizionali.

Come funziona il CBD?

Il CBD agisce sul sistema endocannabinoide, che è presente in tutti i mammiferi e svolge un ruolo importante nella regolazione di molte funzioni corporee, tra cui l’umore, il dolore, l’appetito e le risposte immunitarie. Nel cervello, il CBD può influenzare l’attività elettrica e neurochimica in modi che possono ridurre la frequenza e la severità delle crisi senza provocare gli effetti psicoattivi associati al THC (tetraidrocannabinolo), il componente psicoattivo della cannabis.

Studi e risultati

Alcuni studi hanno esaminato l’uso del CBD per trattare l’epilessia nei cani. Uno studio pubblicato sulla rivista Journal of the American Veterinary Medical Association ha trovato che il CBD può ridurre significativamente la frequenza delle crisi in cani con epilessia idiopatica resistente ai farmaci tradizionali, con pochi effetti collaterali. Tuttavia, è importante notare che non tutti i cani rispondono allo stesso modo al CBD e alcuni possono non mostrare miglioramenti significativi.

Qual’è la dose di CBD consigliata per le crisi epilettiche dei cani?

Determinare la dose giornaliera di CBD per un cane che soffre di crisi epilettiche può variare a seconda di diversi fattori, come il peso del cane, la gravità delle crisi, e la concentrazione del prodotto CBD utilizzato. È essenziale consultare un veterinario prima di iniziare qualsiasi trattamento con CBD, poiché possono fornire una guida personalizzata basata sulle specifiche esigenze del tuo cane.

Linee guida generali sulla dose di Olio CBD per cani:

Dose di partenza: In generale, una dose iniziale comune di Olio CBD per cani è di circa 0.2-0.5 mg di CBD per kg di peso corporeo, somministrata due volte al giorno. Questo dosaggio può essere aumentato gradualmente sotto la supervisione di un veterinario fino a che non si osserva un miglioramento nei sintomi.

L’olio CBD per cani e quello utilizzato per gli esseri umani è il medesimo. Quello che cambia è la quantità di cbd contenuto nell’olio CBD. Solitamente un olio cbd 5% per esseri umani può essere utilizzato anche negli animali con differenti forme di dosaggio.

Dose per la gestione delle crisi epilettiche: Per i cani con crisi epilettiche, alcuni studi scientific suggeriscono che dosi più alte possono risultare necessarie. Ad esempio, dosi che vanno da 1 a 2.5 mg di CBD per kg di peso corporeo due volte al giorno sono state utilizzate in studi clinici per ridurre la frequenza delle crisi.

Monitoraggio e aggiustamenti: Dato che la risposta al CBD può variare notevolmente da un cane all’altro, è importante iniziare con una dose bassa e aumentare gradualmente, monitorando attentamente la risposta del cane. Il veterinario può consigliare di aggiustare la dose in base agli effetti osservati e alla tolleranza del trattamento.

Considerazioni sulla sicurezza

Il CBD è generalmente considerato sicuro per l’uso nei cani, ma è fondamentale utilizzare prodotti CBD di alta qualità come l’olio CBD. È essenziale consultare un veterinario prima di iniziare qualsiasi trattamento con CBD, soprattutto se il cane sta già assumendo altri farmaci, poiché il CBD può interagire con essi.

Conclusione

Mentre l’approccio tradizionale al trattamento delle crisi epilettiche nel cane rimane fondamentale, l’integrazione del CBD potrebbe offrire una nuova speranza per molti cani e i loro proprietari. È essenziale consultare un veterinario prima di iniziare qualsiasi nuovo trattamento per assicurare la sicurezza e l’efficacia.

Le informazioni fornite di seguito sono a scopo informativo e non possono sostituire il consiglio del veterinario. Non somministrare alcun farmaco al tuo cane senza la prescrizione del veterinario.

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