Materie prime CBD & CBG

Cristalli CBD Certificati COSMOS - Cristalli CBG Certificati COSMOS

Indice

I cristalli di CBD e cristalli di CBG rappresentano la forma concentrata più alta e purificata degli estratti di foglie di canapa Cannabidiolo e Cannabigerolo.

I nostri cristalli di CBD e CBG puri derivati da estratti cannabis (Cannabis Sativa L.) hanno una purezza minima del 99%.

Ogni lotto è testato presso laboratori accreditati certificati

I Cristalli isolati di cannabidiolo (CBD) e Cristalli isolati di cannabigerolo (CBG) di Lamacoppa Leaf Sciences sono materie prime cosmetiche certificate secondo lo standard COSMOS ed approvati per l’uso in prodotti cosmetici biologici e naturali certificati COSMOS-STANDARD.

Materia prima approvata per l’uso in prodotti cosmetici certificati secondo lo standard COSMOS.

La firma dello standard COSMOS è una garanzia di fiducia del consumatore per i cosmetici biologici e/o naturali.

Gli isolati di cannabidiolo e cannabigerolo si presentano sotto forma di polvere fina e sono adatti per essere utilizzati sia per l’uso in formulazioni cosmetiche, sia per altri usi.

Derivato da Cannabis sativa L. con purezza del ≧99%.

La materia prima può essere disciolta in alcoli, alcani, idrocarburi aromatici, solventi clorurati o solventi aprotici polari.

Nel database degli ingredienti cosmetici dell’UE, questo derivato della canapa, è indicato come antiossidante o antiseborroico, per il condizionamento e la protezione della pelle.

100% naturale e non contiene aromi artificiali, additivi chimici, pesticidi, organismi batterici o microbici, tossine e metalli pesanti.

Come descritto nel database degli ingredienti cosmetici dell’UE, l’estratto di foglie di Cannabis Sativa è l’estratto delle foglie di Cannabis sativa, Cannabaceae.

Introduzione ai Cristalli CBD

I Cristalli CBD rappresentano la molecola allo stato puro nel panorama delle materie prime a base di CBD e dei prodotti a base di CBD (Cannabidiolo). Sono una polvere cristallina bianca e pura al 99%, non psicoattiva, meticolosamente raffinata per garantire l’assenza di THC e di altri composti della pianta di canapa come per esempio, clorofilla e fitocannabinoidi (CBG,CBN,CBC,CBGA ecc.)

La purezza dei Cristalli CBD li rendono una scelta ideale per le aziende B2B interessate a sviluppare prodotti CBD versatili e privi di THC.

Da dove derivano i cristalli di CBD?

Il percorso nasce dal seme di canapa, la coltivazione della pianta canapa, la raccolta, biomassa di canapa, processo di estrazione con CO2 supercritica  per arrivare ad ottenere una polvere cristallina di elevata potenza e qualità:

Coltivazione: Il processo inizia con la coltivazione della canapa, assicurando un raccolto di alta qualità.

Estrazione: Dopo il raccolto, l’olio CBD grezzo viene estratto dalla biomassa di canapa catturando l’essenza del CBD.

Winterizzazione: Questo passaggio prevede la purificazione dell’olio CBD grezzo rimuovendo sostanze indesiderate come cere e lipidi.

• Distillazione: L’olio CBD winterizzato subisce una distillazione per concentrare e raffinare ulteriormente l’olio di CBD.

Isolamento: Attraverso la cristallizzazione, le molecole pure di CBD vengono isolate per formare la struttura cristallina dell’isolato.

Pulizia Finale: I cristalli di CBD subiscono filtrazione, lavaggio e asciugatura per rimuovere eventuali impurità residue, culminando nel confezionamento della polvere cristallina bianca pura.

Domande Frequenti

Posso acquistare i Cristalli CBD all’ingrosso?

La nostra azienda è specializzata nel fornire Cristalli CBD all’ingrosso alle Aziende B2B. Siamo orgogliosi di offrire prezzi competitivi e una varietà di materie prime con CBD all’ingrosso su misura per le esigenze della tua azienda. Puoi contattarci qui

I Cristalli CBD contengono THC?

Tutti i nostri batch di cristalli di CBD sono sottoposti a notevoli controlli e processi di purificazione per garantirne che siano THC free, rendendoli un componente ideale per i prodotti che richiedono i benefici del CBD senza effetti psicoattivi.

Qual è la durata di conservazione dei Cristalli CBD?

Vantano una lunga durata di conservazione fino a 2 anni, dalla data di produzione, quando conservati adeguatamente in un ambiente fresco e buio, idealmente all’interno di una gamma di temperature di 20–25°C.

In cosa differisce il Cristallo CBD dal Distillato di CBD?

Il Cristallo CBD puro e il Distillato CBD differiscono significativamente nell’aspetto, nella composizione e nel contenuto di cannabinoidi.

Il Cristallo CBD è una polvere purissima bianca costituita esclusivamente da cannabidiolo, mentre il Distillato CBD, un estratto di canapa di colore giallo dorato, contiene uno spettro più ampio di cannabinoidi e terpeni, contribuendo all’effetto entourage.

il cristallo CBD è inodore e insapore, mentre il distillato di CBD contiene cannabinoidi minori e terpeni e offre un’esperienza sensoriale unica con un sapore e aroma molto caramellato alla canapa

È possibile sciogliere il Cristallo CBD nell’acqua?

Il CBD condivide proprietà simili all’olio CBD che è un estratto di cannabis, rendendolo naturalmente non idrosolubile in acqua. Tuttavia, sono stati sviluppati metodi avanzati di nanoemulsione per migliorarne la solubilità in acqua dell’estratto di cannabis.

Ci sono test di laboratorio che confermano la purezza del CBD?

Nonostante il suo alto livello di purezza, testiamo rigorosamente i nostri cristalli di CBD ad ogni fase di produzione per garantirne la qualità e la purezza. Ogni prodotto è accompagnato da un Certificato di Analisi (COA) di un laboratorio terzo accreditato, assicurando che soddisfi i nostri elevati standard.

Cos’è un Certificato di Analisi (COA)?

Un COA è un rapporto dettagliato di un laboratorio indipendente che verifica la composizione, la potenza e la purezza di un prodotto CBD. Fornisce informazioni cruciali sul profilo dei cannabinoidi di un prodotto e garantisce la sicurezza e la fiducia dei consumatori.

I COA provengono da laboratori terzi accreditati?

Sì, ogni COA è fornito da laboratori terzi accreditati da ACCREDIA, riflettendo il nostro impegno per la trasparenza, la qualità e la fiducia dei consumatori in tutto il processo produttivo.

La polvere CBD è più potente di altre forme di CBD?

Il cristallo di CBD è la forma di estratto di cannabis CBD più concentrata e potente disponibile. Sono privi di terpeni, flavonoidi e altri componenti della pianta di canapa, rendendolo un ingrediente di base ideale per prodotti con CBD.

Come posso richiedere campioni di CBD?

I campioni sono disponibili su richiesta tramite il nostro modulo di contatto. Per richieste dettagliate o per assicurare che il prodotto soddisfi le tue specifiche esigenze, consigliamo di contattarci via email al nostro team dedicato.

Offrite sconti per acquisti di CBD all’ingrosso?

Il nostro team commerciale è a vostra disposizione per strutturare i migliori prezzi per soddifare le vostre esigenze.

Questa materia prima di CBD offre una purezza e versatilità senza pari che la rende utile per aziende B2B che vogliono introdurre nella loro gamma, prodotti con CBD di alta qualità utilizzando le materie prime con CBD proposte da Lamacoppa Leaf Sciences

CBD ed Applicazioni nel campo della cosmesi

Negli ultimi decenni, il potenziale terapeutico dei cannabinoidi e di composti analoghi è stato studiato intensamente. Il sistema endocannabinoide è già stato identificato nella pelle e, anche se resta ancora molto da scoprire sul suo contributo e sulla sua importanza per il mantenimento dell’omeostasi cutanea, è stato sempre più associato come promettente per la gestione dei disturbi dermatologici.

È stato dimostrato che il cannabidiolo (CBD) ha proprietà idratanti, sebostatiche, antipruriginose, antimicrobiche, antinfiammatorie, antiossidanti, cicatrizzanti, fotoprotettive, antifibrotiche e antitumorali, oltre a modulare la crescita dei capelli. Pertanto, il CBD ha attirato l’attenzione per quanto riguarda la sua applicazione in patologie cutanee come:

dermatite atopica, psoriasi, acne, epidermolisi bollosa, sclerosi sistemica, dermatite seborroica, alopecia androgenetica e melanoma cutaneo, sebbene molti studi sono ancora in corso e alcuni dei suoi meccanismi d’azione restano ancora da chiarire.

Date le sue caratteristiche fisico-chimiche, l’utilizzo topico del CBD è abbastanza semplice ma per migliori risultati è utile avvalersi di tecnologie che aiutano a migliorare la penetrazione cutanea del CBD. Diversi sistemi di utilizzo del CBD e strategie di formulazione sono stati sviluppati, studiati e implementati per migliorare i benefici del CBD per la pelle.

Antichi testi medici presenti in letteratura descrivono che la cannabis è stata utilizzata per secoli in diverse condizioni dermatologiche.

Studi scientifici hanno dimostrato le molteplici applicazioni e relativi benefici del CBD per il trattamento di svariate patologie della pelle.

Il CBD ha un alto potere idratante, in grado di regolare l’assorbimento di acqua della pelle e quindi bilanciarne il contenuto.

Da un lato, il CBD stimola la sfingomielinasi e di conseguenza, migliorando la scissione della sfingomielina (SGM), aumenta i livelli di ceramidi, rinforzando la struttura dell’epidermide e preservando il giusto livello di idratazione della pelle.

D’altra parte, è stato dimostrato che il CBD aumenta l’espressione dell’acquaporina-3 (AQP3) che, poiché migliora il trasporto del glicerolo in diverse cellule della pelle, migliora la ritenzione idrica della pelle.

Azione di modulazione dei capelli del CBD

E’ stato dimostrato che l’applicazione del cbd in dosi diverse, presenta effetti diversi, probabilmente mediati da due recettori distinti.

Da un lato, a basse concentrazioni il CBD ha promosso la crescita ed allungamento del capello senza alcuna influenza sull’anagenesi/catagenesi né sul numero di cellule proliferanti negli HFL umani.

Ha sottoregolato i livelli di citochine proinfiammatorie probabilmente tramite la stimolazione dell’ADR.

A concentrazioni più elevate, ha mostrato attività procatagenica, ha inibito la crescita del fusto del capello e stimolato un aumento del numero di cellule nell’apoptosi, che sembra essere associato a TRPV4.

Pazienti Adulti con diagnosi di alopecia androgenetica hanno applicato 3-4 mg di CBD in tutte le zone calve una volta al giorno per 6 mesi.

Alla fine di questo periodo, i pazienti hanno mostrato un aumento del 93,5% dell’apparato follicolo pilifero, supportando l’idea che il CBD abbia benefici sulla crescita dei capelli.

Nonostante tutti i dati ottenuti, sono necessari ulteriori studi per stabilire la dose topica di CBD più vantaggiosa per la crescita dei capelli e il meccanismo d’azione attraverso il quale esercita questa attività.

Azioni sebostatiche del CBD

Il CBD (cannabidiolo) ha dimostrato potenziali proprietà sebostatiche, cioè capacità di regolare la produzione di sebo. Questo è importante perché un’eccessiva produzione di sebo può portare a condizioni come l’acne. Le azioni sebostatiche del CBD sono in gran parte dovute alla sua interazione con il sistema endocannabinoide (SEC), che è coinvolto nella regolazione di vari processi fisiologici, inclusa la produzione di sebo.

In uno studio non solo ha soppresso la loro proliferazione in vitro senza diminuire la vitalità cellulare né inducendo apoptosi o necrosi, ma ha anche diminuito l’espressione di MK167, un marcatore di proliferazione (Olah et al. 2014).

Uno shampoo contenente lo 0,075% di CBD ad ampio spettro, applicato per 14 giorni, ha dimostrato di avere attività sebostatica in soggetti con diagnosi di psoriasi del cuoio capelluto da lieve a moderata e dermatite seborroica.

Inoltre, uno studio per valutare gli effetti del CBD sulle ghiandole sebacee ha dimostrato che il CBD esercita azioni sebostatiche attraverso meccanismi ECS e non ECS, avendo invertito l’induzione della lipogenesi da parte dell’acido arachidonico e di una combinazione di acido linoleico e testosterone.

Il CBD blocca la stimolazione AEA TRP per la produzione di sebo e attiva il TRPV4, il principale canale TRP espresso nei sebociti SZ95, responsabile dell’azione lipostatica del CBD.

Proprietà antipruriginose  del CBD

Il potenziale antipruriginoso del CBD è stato studiato e sta guadagnando sempre più attenzione visti i risultati positivi, anche se limitati.

È stato condotto uno studio scientifico per indagare e valutare, in parte, i tipi di farmaci a base di cannabinoidi utilizzati e l’evoluzione dei sintomi nei pazienti affetti da epidermolisi bollosa.

È stato osservato che le formulazioni topiche erano la via di somministrazione più comunemente adottata e che i farmaci a base di cannabinoidi più frequentemente utilizzati erano quelli che combinavano THC con CBD (34,7%) e quelli contenenti solo CBD (20,33%).

L’azione antipruriginosa del CBD è stata sentita dalla maggior parte dei pazienti (90,9%), che hanno ammesso di aver avuto un miglioramento significativo del prurito e che più della metà di loro non ha più avuto bisogno o ha ridotto le dosi della terapia antiprurito.

Inoltre, in un caso clinico di medicinali sublinguali a base di cannabinoidi contenenti CBD somministrati a tre pazienti affetti da epidermolisi bollosa ha dimostrato un effettivo miglioramento della gravità, dell’intensità e della frequenza del prurito e una diminuzione della voglia di grattarsi.

A sostegno di queste osservazioni riguardanti l’epidermolisi bollosa, è stato dimostrato che un Olio CBD al 10% ad ampio spettro, senza THC, applicato per un minimo di otto settimane nei cani con diagnosi di dermatite atopica, diminuisce l’intensità e la recidiva del prurito dopo sole due settimane.

Anche se non esistono ancora studi meccanicistici o molecolari che riportino l’effetto del CBD sul prurito occorrono ulteriori indagini scientifiche e statistiche per comprendere tutto il potenziale del CBD in quest’area.

Azioni antimicrobiche del CBD

Sebbene l’attività antimicrobica del CBD sia descritta già da alcuni decenni, solo a partire dal 2008 si è cominciato a dedicarle la giusta attenzione, dando luogo a ulteriori studi per i suoi promettenti risultati. In diversi studi, il CBD ha dimostrato una costante attività antibatterica contro diversi batteri Gram+, compresi i ceppi multiresistenti e il Propionibacterium acnes.

Anche i batteri Gram-CBD hanno mostrato risultati coerenti tra diversi studi, non mostrando alcuna attività antibatterica in almeno 20 specie, tra cui Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae, Pseudomonas aeruginosa e Acinetobacter baumannii, tranne che contro Neisseria gonorrhoeae, N. Meningitidis, Moraxella catarrhalis e Legionella pneumophila, per la quale sembra essere un potente composto antibatterico.

Il meccanismo d’azione attraverso il quale il CBD esercita la sua attività antibatterica è lungi dall’essere pienamente compreso. Nonostante ciò, è stato descritto come un agente battericida con una bassa propensione a sviluppare resistenza che diminuisce il potenziale di membrana.

Azioni antinfiammatorie del CBD

I meccanismi attraverso i quali il CBD esercita le sue azioni antinfiammatorie non sono ancora del tutto chiariti. Tuttavia, interagendo con diversi recettori, il CBD contribuisce alla diminuzione degli stati infiammatori generali riducendo i livelli di numerose interleuchine. Numerosi studi sugli animali hanno dimostrato il potenziale antinfiammatorio del CBD sulla pelle.

Azioni antiossidanti del CBD

Le proprietà antiossidanti del CBD, proprio come quelle antinfiammatorie, rappresentano una delle sue principali attività biologiche. Diversi studi in vivo e in vitro condotti su diverse linee e modelli cellulari di cheratinociti, hanno dimostrato che il CBD esercita le sue azioni antiossidanti attraverso diversi meccanismi, tutti contribuendo alla diminuzione dell’ambiente ossidativo e alla regolazione dell’equilibrio redox.

In questo modo, il CBD ha dimostrato di avere la capacità di diminuire i livelli e l’attività degli enzimi che generano specie reattive dell’ossigeno (ROS), come la NADPH ossidasi e la xantina ossidasi.

Inoltre, si è in grado di sovraregolare l’attività della glutatione reduttasi e della tioredossina reduttasi, con un conseguente aumento dei livelli di glutatione e tioredossina, entrambi composti con importante attività antiossidante.

A complemento di questo meccanismo di diminuzione dei livelli di ROS, Hamelink et al. hanno dimostrato che il CBD ha anche la capacità di ridurre queste molecole reattive chelando i metalli di transizione necessari per la loro reazione di sintesi.

È stato anche dimostrato che il CBD induce l’espressione del fattore correlato al fattore nucleare eritroide-2 (NRF2), che è associato alla produzione di proteine antiossidanti e citoprotettive e per il quale il CBD ha dimostrato di essere un attivatore.

Pertanto, diminuendo la produzione e i livelli di ROS e di fattori pro-ossidanti e aumentando le molecole, i recettori e gli enzimi che contribuiscono ad un’azione antiossidante generale nei cheratinociti, il CBD previene le alterazioni indotte dagli stimoli ossidativi nei fosfolipidi di membrana, come il produzione di prodotti di perossidazione lipidica.

In questo modo, il CBD contribuisce a prevenire la formazione di addotti con le proteine, il che consente di mantenere intatte e funzionali diverse proteine importanti per il mantenimento dell’omeostasi cellulare, come gli chaperon.

Azione cicatrizzante per ferite del CBD

L’azione cicatrizzante per ferite è un processo di riparazione tissutale che rappresenta la risposta fisiologica dell’organismo a un trauma lesivo. Deriva da un’interazione tra diverse cellule, fattori di crescita e varie sostanze mediatrici e avviene in modo sequenziale che comprende tre fasi principali.

• fase infiammatoria (primi 5 giorni);
• fase proliferativa (dal 3o al 24o giorno);
• fase di del rimodellamento (dal 6-10o giorno al 12-24o mese).

Il CBD è allo studio come potenziale nuova molecola terapeutica per accelerare l’azione cicatrizzante per ferite. È stata valutata l’attività di un estratto etanolico di Cannabis sativa L. e di CBD puro sull’espressione di geni rilevanti per la cicatrizzazione delle ferite.

Studi scientifici hanno concluso che il CBD ha la capacità di agire contro i mediatori proinfiammatori associati alla cicatrizzazione delle ferite inserito come ingrediente all’interno di formulazioni come una crema per cicatrici, favorendo questo processo.

Tuttavia l’attività del CBD come crema cicatrizzante è stata osservata anche da Zheng et al. che ha sviluppato un idrogel cicatrizzante con CBD e ne ha studiato la capacità curativa.

Azioni di fotoprotezione del CBD

Le radiazioni UV comprendono non solo le radiazioni UVA e UVB che sono i principali tipi di radiazioni che causano danni alle cellule della pelle. Il CBD ha molteplici proprietà che lo rendono una potenziale molecola per contrastare i danni da radiazioni nelle cellule della pelle.

Questi includono la capacità di ridurre i livelli di ROS, regolare gli antiossidanti e le molecole ossidative a livelli ottimali, modulare il sistema immunitario ed evitare risposte infiammatorie esacerbate.

La sua capacità di ridurre lo stato di stress ossidativo deriva dalla regolazione dei ROS non solo intrappolandoli, chelando gli ioni metallici essenziali o stimolando gli enzimi antiossidanti coinvolti nella loro metabolizzazione, ma anche regolando l’attività dei recettori dei cannabinoidi.

Riassumendo

Il CBD sta facendo notizia nel mondo della cura della pelle, con una serie di potenziali benefici che potrebbero rivoluzionare il modo in cui affrontiamo la salute della pelle. Anche se la scienza è ancora in fase di recupero, il futuro sembra promettente per il CBD come aggiunta naturale e versatile alla nostra routine di cura della pelle.

Rif.: Skin applications of cannabidiol: sources, effects, delivery systems, marketed formulations and safety.

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